città-porto
“A proposito delle città del Mediterraneo di cui gli esperti dicono che non si sono formate come altrove dai villaggi, ma che invece hanno creato esse stesse dei villaggi attorno a sè e per sè, è già stato praticamente detto tutto: della polis e della politica, di piante e catasti, di costruzioni e stili, di pietre e tagli di pietre, di scultura e architettura, dei templi e dei cerimoniali, degli edifici e delle istitituzioni, di scale, portali, facciate e palazzi, capitelli e castelli, di piazze e fontane, rive e corsi, di strade e di vita che si svolge appunto sulla strada. Le città di mare avevano le proprie forme di governo, i loro cittadini e i sudditi, leggi e prigioni, diplomi e sigilli, bandiere e stemmi. Si distinguono le città con il porto dalle città-porto. Nelle prime i porti sono stati costruiti per necessità, nella altre si sono creati secondo la natura dei luoghi; qui sono una mediazione o un completamento, là l’inizio o il centro; ci sono porti che restano per sempre soltanto degli approdi o ancoraggi, mentre altri diventano palcoscenici e infine mondi. In questi ultimi si raccoglie di tutto e le cose vi affluiscono da ogni dove, si possono raggiungere da terra e vi si accede anche dal mare: si tratta dei porti franchi. Ogni vero porto aspira a diventare franco, ad acquisire e ottenere tutto ciò che serve per tale scopo. I loro saggi abitanti costruivano i lazzaretti e stabilivano i periodi di quarantena. Lungo il Mediterrano spuntavano anche i primi asili per quelli il cui spirito era salpato per il vasto mare o aveva perduto l’ancora.
Possiamo altresì distinguere i porti da altri elelmenti: se sono stati aperti dal corso di un fiume, se l’hanno scelto o imposto le spinte di terraferma o addirittura dell’entroterra o se infine è stato proprio voluto dal mare. La natura del porto dipende dal modo in cui il mare gli sta dentro, dai soggetti cui è accessibile: l’Atlantico o il Pacifico sono i mari delle distanze, il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità. Nei porti franchi si sente meglio la presenza del mare. In essi non si svolgono solo operazioni commerciali o almeno non solo quelle più vantaggiose. (Da alcuni porti delle isole Ionie s’importavano fino a non molto tempo fa solo conchiglie e coralli per le collane delle giovani donne) La credenza che le città sommerse abbiano i loro porti esiste da tempo sul Mediterraneo.”
Predrag Matvejevic, Mediterraneo